L’Elettrosystem “sfida” l’acciaio

L’Elettrosystem “sfida” l’acciaio e conquista l’Horizon europeo

Il progetto industriale che rivoluziona l’industria automobilistica

12/11/2014
Esperimenti, calcoli, ipotesi e ancora esperimenti. Questa è la ricerca, spesso mixata con una buona dose di tenacia e coraggio.
Elementi, questi, che assieme alla competenza hanno permesso all’Elettrosystem, la società industriale astigiana con sede a Scurzolengo, di inventare un sistema automatizzato di taglio e saldatura al laser per acciai, in grado di garantire alte prestazioni ma riducendone in modo sostanziale i costi di produzione. Un progetto così innovativo da aprirgli le porte dell’Horizon 2020, il programma di finanziamento europeo delle eccellenze nella ricerca e sviluppo.

Quest’anno sono state 436 le domande per accedere al programma, ma solo 20 sono state accolte.

Tra queste c’è appunto il progetto astigiano Twimp. «Tutto è iniziato 16 mesi fa – racconta l’ingegnere Pier Paolo Conti, che dirige la parte tecnica del progetto – quando uno dei titolari dell’azienda, Giuseppe Tona, ebbe l’intuizione di investire nella ricerca sulla saldatura laser di questo materiale innovativo, il Twip appunto. Io inizialmente ero molto scettico perché un po’ tutti i costruttori di macchine ne temevano la difficoltà tecnica». «Poi mi persuasi; studiai un prototipo che oggi funziona. E non solo in teoria, ma in un processo produttivo reale di una grande casa costruttrice automobilistica italiana».
Dopo poche settimane, credendo nell’idea di Giuseppe Tona, il nipote Gianluca ha deciso di presentare il progetto oltre i confini italiani. Ora la comunità europea lo ha riconosciuto come «strategico» per il settore industriale e quindi meritevole di essere supportato economicamente. La grossa novità, rispetto ai processi utilizzati in passato, sta nel fatto che con il progetto Twmip la saldatura dell’acciaio è ottenuta per mezzo di una sorgente laser munita di una sola ottica che fonde in modo preciso e calcolato i diversi segmenti di tubi accoppiati. «Infatti il grande vantaggio di questo processo, rispetto alle alternative storiche, è che le proprietà strutturali dei metalli non vengono alterate» precisa Conti.

LAURA SECCI – ASTI
LA STAMPA

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